Ravvedimento Operoso Tari – Guida

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico che il nostro ordinamento ha adottato nel 1990 e che consente al contribuente di regolarizzare la sua posizione con il Fisco, avvalendosi di sanzioni ridotte. Il legislatore ha negli ultimi anni incentivato in vari modi il ricorso a questo strumento, in modo da smaltire il numero dei ricorsi pendenti alle Commissioni tributarie.

Tra i tributi che consentono il ricorso al ravvedimento operoso c’è la Tari, la cui scadenza è prevista generalmente da ciascun Comune in date diverse. Di solito, la tassa viene rateizzata in 2 pagamenti nel corso dell’anno.

Vediamo cosa succede se il pagamento non viene eseguito in tempo. Con il ravvedimento operoso, si ha la possibilità di pagare successivamente alla scadenza con un aggravio di solo lo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se questo è limitato a 14 giorni. Pertanto, nel caso di un ritardo di 14 giorni, la sanzione applicata sarà pari al 2,8%, 0,2% x 14%, della tassa pagata oltre la scadenza.

Se il ritardo è compreso tra il quindicesimo e il trentesimo giorno, la sanzione è elevata al 3%. Se il pagamento avviene dal trentunesimo giorno fino al novantesimo settembre giorno dalla scadenza non onorata, la sanzione sale al 3,33%, mentre diventa del 3,75%, se avviene dopo il novantesimo giorno ed entro un anno.

Oltre alla sanzione, il ravvedimento operoso prevede l’applicazione anche di un tasso di interesse legale, che per l’anno 2015 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nella misura dello 0,50%. Fino al 31 dicembre del 2014 era dovuto all’1%.

L’interesse legale scatta dal giorno successivo alla scadenza della Tari a quello dell’effettivo pagamento. Se, ad esempio, pago la tassa con un ritardo di 90 giorni, esso sarà dovuto nella seguente proporzione, 90 /365 x 0,005 x l’importo della Tari pagata in ritardo.

Il ravvedimento operoso per la Tari si effettua tramite il modello F24, avvalendosi degli appositi codici tributo. Per i privati, essi sono 3944 per la Tari, 3945 per Tari, interessi, 3946 per la Tari, sanzioni. Dunque, gli importi vanno indicati nella misura corretta e distinti gli uni dagli altri.

Quanto alle scadenze, se si decide di pagare la tassa in un’unica soluzione, essa sarà entro il 16 giugno. Se ci si avvale della rateizzazione, la prima rata scade sempre il 16 giugno, la seconda il 16 dicembre. Queste scadenze è bene tenerle in mente, perché da esse decorrono i termini del ravvedimento operoso.