Ravvedimento Operoso IVA Mensile e Trimestrale – Guida

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico, che è stato introdotto nel nostro ordinamento fiscale nel 1990 e che consente al contribuente di sanare l’eventuale ritardo o l’omissione nel versamento di un’imposta, in modo da mettere in regola con l’amministrazione finanziaria.

Tra i vari tipi di imposta per i quali è previsto il ravvedimento c’è l’IVA. Trattasi per le imprese e i liberi professionisti dell’imposta che va versata con maggiore frequenza nell’anno, per cui aumentano le probabilità di commettere errori nell’onorare le scadenze, magari saltando un pagamento o versando al Fisco meno di quanto dovuto.

Una volta che ci si è accorti dell’errore, è possibile rimediare. Con la legge di stabilità 2015 sono stati attenuate sia le sanzioni che gli interessi, che scattano dalla data ultima in cui era dovuto il versamento a quello in cui viene effettuato. Se il pagamento avviene successivamente alla scadenza, ma entro i 14 giorni, sarà applicato una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, ovvero si pagherà al massimo il 2,8%, se il versamento avviene il quattordicesimo giorno.

Dal quindicesimo al trentesimo giorno di ritardo, la sanzione sarà pari a un decimo di quella ordinariamente prevista, cioè al 3% (1/10 del 30%). Se il pagamento è effettuato dal 31-esimo giorno di ritardo al 30 settembre dell’anno successivo a quello dell’omesso versamento, la sanzione è elevata al 3,33%, mentre sale al 3,75%, se viene effettuato entro il 31 dicembre dell’anno successivo.

Sempre la sanzione è pari al 4,28%, se il pagamento avviene entro il 30 settembre del secondo anno successivo a quello in cui è stato omesso il versamento, oltre tale data sarà del 5%.

Queste percentuali si applicano al solo importo dovuto. Il codice di tributo da utilizzare con il modello F24 è l’ 8904 per la Sanzione pecuniaria IVA.

Oltre alla sanzione va pagato anche l’interesse legale, che scatta dal giorno successivo alla scadenza a quello in cui avviene il versamento. La percentuale varia a seconda del periodo, ma la tendenza è stata negli ultimi anni di abbassare tale interesse, in linea con l’andamento del mercato, oltre che per agevolare il ricorso al ravvedimento operoso. Per i giorni a partire dall’1 gennaio 2015, ad esempio, è stato deciso un abbassamento dall’1% allo 0,50%. Il calcolo si effettua sui giorni effettivi nel seguente modo: Importo omesso x tasso d’interesse legale x numero di giorni di ritardo /365.

Ipotizziamo, ad esempio di avere omesso per 50 giorni un pagamento dell’IVA di 1.000 euro, relativa al mese di febbraio 2015, la cui scadenza era prevista per il 16 marzo. L’interesse che dovremmo versare allo stato sarebbe pari a: 1.000 x 0,005 x (50/365) = 0,68 euro.