Ravvedimento Operoso IMU e Tasi

Anche per l’IMU e la Tasi, rispettivamente l’imposta sugli immobili e la tassa sui servizi indivisibili, è disponibile ravvedimento operoso. Questo è un istituto giuridico, che assegna al contribuente il diritto di regolarizzare la propria posizione con il fisco, nel caso in cui abbia versato un’imposta inferiore a quella dovuta o non abbia affatto provveduto al pagamento entro la scadenza.

Fino al 31 dicembre del 2014 era possibile avvalersi del ravvedimento operoso, a patto di non essere già stati soggetti a sanzioni, multe o ammende e che non fossero iniziati gli accessi, le verifiche e le ispezioni. Tuttavia, con la legge di stabilità del 2015, tali limitazioni sono decadute e oggi è possibile ricorrere al ravvedimento operoso anche se si è stati oggetto di un atti di notifica del processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, con l’applicazione di una sanzione pari al 6% dell’imposta evasa, ovvero a un quinto della misura piena altrimenti prevista.

La regola generale che si applica è quella per cui prima si paga e minore sarà la sanzione da versare al Fisco. E così, se il pagamento è effettuato con un ritardo massimo di 14 giorni rispetto alla scadenza prevista, la sanzione sarà pari allo 0,2% dell’imposta per ogni giorno di ritardo, quindi, arriverà fino a un massimo del 2,8% (0,2% x 14). Dal quindicesimo al trentesimo giorno successivo, la sanzione è elevata al 3%, ovvero a un decimo del 30% altrimenti previsto. Dal 31-esimo giorno al 30 settembre dell’anno successivo a quello in cui è stata omessa l’imposta o ritardato il pagamento, la sanzione sale ancora al 3,33% e cresce al 3,75%, se il versamento avviene entro il 31 dicembre dell’anno successivo. E ancora: se il pagamento avviene entro il 30 settembre del secondo anno successivo a quello dell’omesso o ritardato pagamento di un tributo, la sanzione è fissata al 4,28%, al 5% se avviene oltre tale termine.

Oltre alle sanzioni, il ravvedimento operoso contempla anche il pagamento degli interessi, che scattano dal giorno successivo alla scadenza disattesa a quello in cui il pagamento viene effettuato. La misura degli interessi applicata varia a seconda di quanto fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e per l’anno 2015 è stato previsto un tasso dello 0,50%, dimezzato rispetto a quello dell’anno precedente. In generale, va registrata una tendenza alla riduzione costante del tasso di interesse, anche al fine di incentivare al ricorso verso il ravvedimento operoso.

Per effettuare il pagamento in ritardo, bisogna utilizzare il modello F24 e i seguenti codici tributo, 3962 per TASI  tributo per i servizi indivisibili  Interessi, 3963 per Tasi tributo per i servizi indivisibili Sanzioni. Per l’IMU, gli interessi vanno pagati con il codice tributo 3923, le sanzioni con il 3924, l’imposta con il codice tributo 3912 o 3914 o 3916 o 3918 o 3919, a seconda che si tratti di imposta sull’abitazione principale e relative pertinenze, sui terreni, su aree fabbricabili  o altri fabbricati.