Ravvedimento Operoso Imposta di Registro

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico introdotto in Italia nel 1990 e che consente al contribuente di mettersi in regola con il Fisco per le imposte non versate e dovute. In un certo senso, si tratta di un’autodenuncia, incentivata dalle condizioni favorevoli che tale procedimento assegna al contribuente.

Nel caso di mancato o tardivo versamento dell’imposta di registro dovuta dai proprietari di immobili locati, senza avvalersi della cedolare secca come forma di tassazione dei canoni riscossi, il contribuente avrà a disposizione diverse possibilità, ma tenendo presente che prima paga, meno sarà l’importo delle sanzioni e quello degli interessi da versare.

Nel caso di omesso o insufficiente versamento dell’imposta di registro, se il pagamento avviene entro 15 giorni dalla scadenza non rispettata, la sanzione applicata è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. Se il pagamento è effettuato dal sedicesimo al trentesimo giorno dopo la scadenza, la sanzione è elevata a 1/10 di quella altrimenti dovuta (30%), ovvero al 3% dell’imposta. Infine, se il pagamento avviene successivamente al trentesimo giorno, ma entro un anno dalla scadenza, la sanzione sarà pari al 3,75%.

Diverso è il caso, in cui il contribuente abbia omesso la registrazione del contratto di locazione, non del versamento della relativa imposta. In questo caso, se si volesse avvalere del ravvedimento operoso, la legge applica una sanzione pari al 12% dell’imposta di registro dovuta, se il pagamento avviene entro i 90 giorni. Se esso avviene dal 91-esimo giorno fino a un anno dalla scadenza stabilita, la sanzione applicata sale al 15%, ossia a 1/8 di quella altrimenti dovuta senza il ravvedimento operoso.

Oltre alla sanzione è previsto il pagamento anche dell’interesse legale, la cui determinazione spetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e che varia spesso nel corso degli anni. Per esempio, negli anni 2013 e 2014 esso è stato pari all’1%, mentre è stato abbassato allo 0,5% per l’anno 2015.

L’interesse legale scatta dal giorno successivo alla scadenza non rispettata fino al giorno in cui sia avvenuto il pagamento. Se, ad esempio, il ritardo è stato di 90 giorni, interamente ricadenti nell’anno 2015, l’interesse si calcola nel seguente modo: 0,05% x tributo x 90 /365.

Per quanto visto sopra, la sanzione non è percentualmente elevata, ma il vero incentivo a trascrivere un contratto di locazione è dato da altre sanzioni ben più gravi per il proprietario dell’immobile locato, perché se denunciato dall’inquilino, egli potrà pretendere un canone annuo dal valore non superiore a 3 volte la rendita catastale e per tutta la durata residua del contratto, oltre a dovere versare una sanzione pecuniaria salata.