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Ravvedimento Operoso Vidimazione Libri Sociali

Le società di capitali devono versare ogni anno allo stato la tassa di concessione governativa, attraverso la vidimazione dei libri sociali, che per l’anno 2015 era dovuta entro il 16 marzo.

Vediamo che cosa succede se tale tassa viene pagata in ritardo o viene evasa. Il contribuente è sanzionato pecuniariamente per un importo pari dal 100% al 200% della tassa stessa. Tuttavia, egli potrà avvalersi del ravvedimento operoso, qualora non sia stato già soggetto a un accertamento. Si tratta di un istituto giuridico, che consente al contribuente di regolarizzare la sua posizione con il Fisco, limitando la sanzione, che viene decurtata, rispetto alla misura ordinaria per cui sarebbe dovuta.

Alla base del ravvedimento operoso c’è la convenienza a pagare il più presto possibile, perché prima si effettua il versamento, minore sarà la sanzione.

Nel caso della vidimazione dei libri sociali, la sanzione è prevista nella misura di 1/10 del minimo, 1/10 del 100% 0 10%, se il versamento viene effettuato entro 30 giorni dalla scadenza, in 1/8 del minimo, 12,5%, nel caso in cui il versamento avvenga con oltre 30 giorni di ritardo, rispetto alla scadenza, ma entro un anno.

Oltre alla sanzione, è dovuto anche il pagamento dell’interesse legale, che fino al 31 dicembre del 2014 era stato fissato nella misura dell’1% dell’imposta o tassa evasa, mentre dall’1 gennaio del 2015 è stato abbassato allo 0,50%. Esso scatta dal giorno successivo alla scadenza fino alla data dell’effettivo pagamento.

Pertanto, se il ritardo è stato, poniamo, di 45 giorni, il calcolo per il pagamento dell’interesse legale sarà di questo tipo: 45 x importo tassa x 0,005 / 365.

Il versamento deve avvenire con il modello F24 per il pagamento della tassa, indicando come codice tributo il 7085, oltre che  l’anno di riferimento. La sanzione, invece, deve essere versata con il modello F23, riportando il codice ufficio RCC al campo 6 e la causale SZ al campo 9. Nel campo 11 compare deve essere indicato il codice tributo 678 T – Sanzione pecuniaria sulle CC.GG, Concessioni Governative.

La tassa annuale di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali è deducibile ai fini fiscali nel periodo d’imposta dell’avvenuto pagamento. Lo stesso dicasi ai fini Irap.

Sono sottoposti all’obbligo di vidimazione il libro dei soci, quello delle obbligazioni, delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti, ogni altro libro o registro per cui l’obbligo di bollatura sia previsto dalle norme speciali.

Ravvedimento Operoso Irpef – Guida

Se avete omesso o dimenticato di versare l’acconto Irpef del 30 novembre o il saldo a giugno, dovete provvedere al pagamento il prima possibile, avvalendovi del ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico introdotto dalla legislazione fiscale in Italia nel 1990 e che consiste nel consentire al contribuente di regolarizzare la propria posizione con l’amministrazione finanziaria, di fatto auto denunciandosi, ovvero versando spontaneamente il tributo evaso o di cui non è stata rispettata la scadenza, ma godendo in cambio di sanzioni inferiori a quelle ordinarie.

Il principio su cui si basa il ravvedimento operoso è che prima si paga, meno si paga. Infatti, se il versamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta ad appena lo 0,2% per ogni giorno di ritardo. Quindi, nel caso di un ritardo di 14 giorni, la sanzione è pari al 2,8%, 0,2% x 14, dell’imposta pagata in ritardo.

Se il ritardo è compreso tra il quindicesimo e il trentesimo giorno, la sanzione è decurtata a un decimo della misura ordinaria, ovvero al 3%. E se il ritardo supera il trentunesimo giorno, la sanzione viene elevata al 3,75% dell’imposta versata in ritardo.

Oltre alle sanzioni, bisogna versare l’interesse legale. Esso è stato fissato nella misura dello 0,5% per il 2015, mentre era dell’1%, ad esempio, nell’anno precedente. Pertanto, bisogna considerare il periodo in cui tale ritardo matura, dal giorno successivo alla scadenza all’effettivo versamento con il modello F24, e fare attenzione per ciascuno di essi quale tasso di interesse corrisponde.

Quanto alle scadenze a cui fare riferimento per il calcolo del ritardo, bisogna considerare che al rigo RN33 della dichiarazione dei redditi compare il debito verso il Fisco, di cui il 40% lo avrete pagato a giugno e il restante 60% al 30 novembre, sempre che sia superiore a 51,65 euro, limite al di sotto del quale non si deve procedere ad alcun versamento.

Il codice tributo da utilizzare per le sanzioni è 8901, 8902 per la sanzione pecuniaria relativa all’addizionale regionale Irpef, 8903 per la sanzione relativa all’addizionale comunale Irpef, mentre il codice 8915 si utilizza per il pagamento della sanzione, nel caso in cui si dovesse rettificare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 ai fini Irpef, lo stesso dicasi per il codice 8916, relativo alla rettifica Irpef per la dichiarazione con il 730 per la sanzione relativa all’addizionale regionale, il codice 8917 riguarda la rettifica del 730 per la sanzione riguardante l’addizionale comunale Irpef.

Utilizzare il ravvedimento operoso è quindi semplice.

Ravvedimento Operoso Tari – Guida

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico che il nostro ordinamento ha adottato nel 1990 e che consente al contribuente di regolarizzare la sua posizione con il Fisco, avvalendosi di sanzioni ridotte. Il legislatore ha negli ultimi anni incentivato in vari modi il ricorso a questo strumento, in modo da smaltire il numero dei ricorsi pendenti alle Commissioni tributarie.

Tra i tributi che consentono il ricorso al ravvedimento operoso c’è la Tari, la cui scadenza è prevista generalmente da ciascun Comune in date diverse. Di solito, la tassa viene rateizzata in 2 pagamenti nel corso dell’anno.

Vediamo cosa succede se il pagamento non viene eseguito in tempo. Con il ravvedimento operoso, si ha la possibilità di pagare successivamente alla scadenza con un aggravio di solo lo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se questo è limitato a 14 giorni. Pertanto, nel caso di un ritardo di 14 giorni, la sanzione applicata sarà pari al 2,8%, 0,2% x 14%, della tassa pagata oltre la scadenza.

Se il ritardo è compreso tra il quindicesimo e il trentesimo giorno, la sanzione è elevata al 3%. Se il pagamento avviene dal trentunesimo giorno fino al novantesimo settembre giorno dalla scadenza non onorata, la sanzione sale al 3,33%, mentre diventa del 3,75%, se avviene dopo il novantesimo giorno ed entro un anno.

Oltre alla sanzione, il ravvedimento operoso prevede l’applicazione anche di un tasso di interesse legale, che per l’anno 2015 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nella misura dello 0,50%. Fino al 31 dicembre del 2014 era dovuto all’1%.

L’interesse legale scatta dal giorno successivo alla scadenza della Tari a quello dell’effettivo pagamento. Se, ad esempio, pago la tassa con un ritardo di 90 giorni, esso sarà dovuto nella seguente proporzione, 90 /365 x 0,005 x l’importo della Tari pagata in ritardo.

Il ravvedimento operoso per la Tari si effettua tramite il modello F24, avvalendosi degli appositi codici tributo. Per i privati, essi sono 3944 per la Tari, 3945 per Tari, interessi, 3946 per la Tari, sanzioni. Dunque, gli importi vanno indicati nella misura corretta e distinti gli uni dagli altri.

Quanto alle scadenze, se si decide di pagare la tassa in un’unica soluzione, essa sarà entro il 16 giugno. Se ci si avvale della rateizzazione, la prima rata scade sempre il 16 giugno, la seconda il 16 dicembre. Queste scadenze è bene tenerle in mente, perché da esse decorrono i termini del ravvedimento operoso.

Ravvedimento Operoso Bollo Auto

Se avete dimenticato di pagare in tempo il bollo auto, per prima cosa, cercate di evitare che vi arrivi una contestazione e avvaletevi al più presto del ravvedimento operoso. Questo è un istituto giuridico, che consente al contribuente di regolarizzare la sua posizione con l’amministrazione finanziaria, godendo di sanzioni ridotte, oltre al pagamento degli interessi legali.

Si consiglia di prendere il libretto dell’auto e andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove o inserendo il numero della targa del veicolo o i CV o KW si ha la possibilità di verificare immediatamente a quanto ammonta l’imposta evasa. In assenza di variazioni normative, l’importo si può desumere anche dalla ricevuta del pagamento precedente. Per alcune regioni, poi, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta, è possibile anche conoscere lo stato dei pagamenti.

A questo punto, se effettuate il pagamento del bollo auto con un ritardo non superiore ai 14 giorni dalla data di scadenza entro cui esso era dovuto, la sanzione sarà ridotta allo 0,2% per ogni giorno di ritardo del bollo, anziché nella misura ordinaria del 30%. Se, invece, il pagamento avviene con un ritardo di almeno 15 giorni e fino al trentesimo giorno dalla scadenza, la sanzione sale al 3%.

Dal trentunesimo giorno e fino al 90-esimo dalla scadenza, la sanzione è elevata al 3,33%, mentre dal novantunesimo giorno fino ai 12 mesi dalla scadenza, essa sale al 3,75%. In ognuno dei suddetti casi, vanno sommati anche gli interessi legali, che nel 2014 era pari all’1%, mentre a partire dall’1 gennaio 2015 è stato abbassato allo 0,50%.

Si tenga presente che il ravvedimento operoso per il bollo auto è possibile esercitarlo fino ai 12 mesi dalla scadenza del pagamento inevaso, perché successivamente a tale termine si è costretti a versare al Fisco la sanzione nella misura ordinaria del 30%, oltre all’interesse legale.

Il consiglio è, pertanto, di fare presto, perché meno giorni di ritardo sono trascorsi, meno alta sarà la sanzione e più basso sarà pure l’interesse legale, che matura quotidianamente dal giorno successivo alla scadenza del pagamento a quello effettivo del versamento.

Facciamo un breve esempio, al 31 gennaio 2015 è scaduto il bollo auto, dovuto per euro 150 euro. L’automobilista si avvale del ravvedimento operoso e paga il 28 febbraio dello stesso anno, ossia con un ritardo di 28 giorni. La sanzione applicata è pari al 3% del bollo (0,03 x 150 = 4,50 euro), mentre il tasso legale è pari a 0,5% x 28 / 365 x 150 euro = 0,06 euro. Il contribuente dovrà versare 150 + 4,50 + 0,06 = 154,56 euro.

Utilizzare il ravvedimento operoso è quindi semplice.

Ravvedimento Operoso Ritenuta d’Acconto

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico che risale al 1990, anno in cui fu introdotto nel nostro ordinamento, che permette al contribuente di regolarizzare una sua posizione debitoria con il Fisco, essendo trascorsi i termini per il versamento dell’imposta o dei contributi, approfittando della riduzione delle sanzioni applicate. Questo incentiva il ricorso a tale pratica.

Il ravvedimento operoso può essere usufruito anche per il versamento in ritardo della ritenuta d’acconto. Parliamo della ritenuta che il committente deve versare a titolo di acconto al fisco, dopo averla detratta dal pagamento lordo dovuto al collaboratore, sia esso occasionale o a progetto. La ritenuta è dovuta nella misura del 20% del pagamento pattuito e va versata entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello a cui si riferisce. Esempio, mi avvalgo della collaborazione occasionale di un esperto informatico per un periodo di 10 giorni, che va dal giorno 10, incluso, al 19 maggio. Pattuiamo un compenso lordo di 1000 euro. Il committente dovrà applicare su di esso una ritenuta di 200 euro, che dovrà versare al Fisco entro il 16 giugno.

Qualora non lo facesse in tempo, potrebbe ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso. Se il pagamento avverrà entro il quattordicesimo giorno dalla scadenza, la sanzione applicata è dovuta nella misura dello 0,2% dell’importo dovuto per ogni giorno di ritardo. Nei fatti, la sanzione massima sarà pari al 2,8%, nel caso il pagamento fosse effettuato con 14 giorni di ritardo.

Se dalla scadenza trascorrono dai 15 ai giorni, la sanzione comminata è pari al 3% fisso. Sale al 3,33%, se il pagamento avviene con un ritardo minimo di 31 giorni e fino al 30 settembre dell’anno successivo alla data non rispettata. Se il pagamento avviene entro il 31 dicembre dell’anno successivo all’omesso versamento, la sanzione sale al 3,75%. Se, poi, è effettuato entro il 30 settembre del secondo anno successivo al ritardo, la sanzione è elevata al 4,28% dell’importo dovuto, al 5% se avviene con ulteriore ritardo.

Oltre alla sanzione, il contribuente moroso deve pagare anche l’interesse legale, che scatta dal giorno successivo alla scadenza non onorata a quello del versamento della ritenuta d’acconto. Per il 2015, esso è pari allo 0,5%, era l’1% l’anno precedente. Si tratta di una percentuale infima, che nei fatti incentiva ulteriormente il ricorso a questo istituto e che negli ultimi anni ha subito una riduzione quasi costante da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In ogni caso, il pagamento va effettuato con il modello F24 e avvalendosi dei relativi codici tributo.